Nel ciclo di vita di un’impresa familiare esiste un passaggio che più di ogni altro misura la qualità della leadership: quello in cui l’eredità ricevuta smette di essere soltanto un patrimonio da custodire e diventa una responsabilità da reinterpretare.
È in questo spazio, sospeso tra continuità e trasformazione, che si colloca The Leadership of Legacy – Il futuro della governance per le imprese familiari, l’evento promosso da Delta in collaborazione con Assoholding, in programma il 7 maggio 2026, dalle 18.00 alle 21.00 GMT, presso l’Ambasciata d’Italia a Londra.
L’iniziativa nasce da una consapevolezza sempre più evidente nel dibattito economico internazionale: oggi il passaggio generazionale non può più essere letto come una semplice transizione tra fondatore ed eredi, né come un adempimento interno alla famiglia imprenditoriale.
Al contrario, rappresenta uno dei grandi snodi strategici della competitività contemporanea. In un contesto segnato da volatilità geopolitica, frammentazione normativa, nuove pressioni regolatorie e accelerazione tecnologica, la successione è diventata il punto in cui si intrecciano governance, visione, capacità di innovazione e tenuta reputazionale.
Molte imprese familiari stanno vivendo un vero e proprio “salto d’epoca”. La questione non riguarda più soltanto la continuità della proprietà o della gestione, ma la capacità di tenere insieme unità familiare, competitività dell’impresa e responsabilità verso comunità e territori.
In questo quadro, il futuro del family business si gioca su tre grandi assi: trasformazione digitale, equilibrio tra tradizione e innovazione, e qualità del processo successorio.
Il primo asse è quello della digitalizzazione. Non come tema tecnico da delegare all’IT, ma come materia di senior leadership. Per le imprese familiari, infatti, la trasformazione digitale investe modelli di business, catene del valore, organizzazione interna e cultura aziendale.
Governa davvero il cambiamento chi sa leggere il digitale non come costo o moda, ma come infrastruttura di valore e come leva per rendere l’impresa più solida, più leggibile e più pronta ad attraversare i mercati globali.
Il secondo asse riguarda il rapporto, spesso complesso, tra tradizione e innovazione. Le imprese familiari possiedono per natura un orientamento al lungo termine, una forte cultura della prudenza e una particolare attenzione al rischio.
Sono qualità preziose, ma nell’attuale scenario internazionale possono trasformarsi in esitazione se non vengono accompagnate da una capacità di scelta rapida.
La sfida, allora, non è scegliere tra passato e futuro: è distinguere ciò che nei valori dell’impresa deve restare non negoziabile da ciò che, invece, deve evolvere per preservarne la rilevanza.
Il terzo asse, forse il più delicato, è la successione. Perché il passaggio generazionale è prima di tutto un processo umano, ben prima che manageriale.
Dentro questo processo convivono legami affettivi, identità, aspettative, timori, talvolta conflitti latenti. Ecco perché la leadership delle imprese familiari oggi richiede una maturità ulteriore: non solo guidare l’azienda, ma costruire le condizioni affinché la transizione sia sostenibile, condivisa e credibile.
A rendere ancora più urgente questa riflessione è il contesto geoeconomico. Dazi, sanzioni, ritorno dello Stato nell’economia, ricomposizione delle catene del valore e nuovi fattori di rischio stanno imponendo alle imprese un cambio di paradigma: dall’efficienza alla resilienza.
Per il family business questo significa ripensare la governance su un doppio binario integrato: da un lato business governance, risk management e compliance; dall’altro family governance, cioè quell’insieme di regole, strumenti e prassi che disciplinano il rapporto tra famiglia, proprietà e impresa, rafforzando la legittimazione delle decisioni e la qualità della continuità.
È proprio attorno a questi nodi che si svilupperà il confronto londinese, giunto alla sua seconda edizione.
Il programma prevede i saluti istituzionali dell’Ambasciata d’Italia, l’apertura di Edoardo De Vito, Presidente Delta, e Lorenzo Echeoni, Direttore Generale Assoholding, seguiti dagli interventi di Federico Sella, CEO Banca Patrimoni Sella & C., Francesca Mariotti, Presidente ENEA e membro del Consiglio Direttivo di Assoholding, Gaetano De Vito, Presidente di Assoholding, Alfredo De Massis, Professore di Entrepreneurship & Family Business, Università di Chieti-Pescara and IMD, Mario Caligiuri, Presidente del SOCINT (Società Italiana di Intelligence),
L’incontro si concluderà con un momento di networking, a conferma della volontà di fare dell’evento non solo un’occasione di approfondimento, ma anche uno spazio di relazione tra imprese, istituzioni e competenze.
In una fase storica in cui la leadership non può più limitarsi ad amministrare l’esistente, The Leadership of Legacy si propone dunque come un luogo di confronto ad alto valore aggiunto.
Perché nelle imprese familiari la legacy non coincide con la conservazione del passato, ma con la capacità di renderlo generativo. E oggi, più che mai, governare il passaggio generazionale significa governare il futuro.