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Prezzo Cacao: andamento, supply chain e previsioni per il 20

prezzo cacao

Perché Barry Callebaut guarda al prezzo del cacao con prudenza

Il prezzo del cacao è tornato al centro dell’attenzione dei mercati internazionali. A riaccendere il dibattito sono state le recenti dichiarazioni di Hein Schumacher, CEO di Barry Callebaut, uno dei principali trasformatori mondiali di cacao e prodotti a base di cioccolato. Secondo il gruppo svizzero, le condizioni meteorologiche legate a El Niño potrebbero incidere nuovamente sull’offerta globale di fave di cacao, con il rischio di spingere i prezzi al rialzo nei prossimi mesi.

Barry Callebaut ha presentato anche il nuovo piano strategico “Focus for Growth”, pensato per rilanciare la crescita dopo una fase complessa, segnata da forte volatilità delle materie prime, tensioni geopolitiche, aumento dei costi e cambiamenti nella domanda. Il gruppo punta a rafforzare le attività a maggiore valore aggiunto, con particolare attenzione al segmento premium, cercando di migliorare redditività e generazione di cassa in uno scenario ancora instabile.

Le parole del management arrivano dopo due anni eccezionali per il mercato del cacao. I futures a Londra, che nell’aprile 2024 avevano superato la soglia delle 9.000 sterline per tonnellata, sono scesi sensibilmente, ma restano esposti a nuove tensioni. Le quotazioni più recenti indicano un mercato meno euforico rispetto ai picchi storici, ma ancora lontano da una vera normalizzazione.

Per capire dove può andare il prezzo del cacao nel 2026 occorre quindi guardare a quattro dimensioni: la storia del commercio del cacao, la struttura della supply chain, l’equilibrio tra produzione e domanda industriale, e infine i fattori climatici e geopolitici che influenzano il prezzo della materia prima.

Breve storia del commercio di cacao

Il cacao ha una storia molto più antica del mercato finanziario che oggi ne determina le quotazioni. La pianta del cacao, Theobroma cacao, era coltivata e utilizzata dalle civiltà mesoamericane molto prima dell’arrivo degli europei. Maya, Toltechi e Aztechi preparavano bevande a base di cacao e attribuivano alle fave un valore culturale, cerimoniale ed economico. In alcuni contesti, le fave erano utilizzate anche come mezzo di scambio.

Con la colonizzazione europea delle Americhe, il cacao entrò progressivamente nei circuiti commerciali transatlantici. Inizialmente consumato come bevanda elitaria, divenne poi un prodotto sempre più diffuso nelle corti e nei mercati europei. La crescita della domanda portò alla creazione di nuove aree di coltivazione e al consolidamento di un commercio globale segnato, per lungo tempo, da logiche coloniali e da forti squilibri tra luoghi di produzione e luoghi di trasformazione.

Tra XIX e XX secolo il baricentro produttivo del cacao si spostò progressivamente verso l’Africa occidentale. Paesi come Costa d’Avorio e Ghana divennero centrali nella produzione mondiale. Ancora oggi questa concentrazione geografica rappresenta una delle principali caratteristiche del mercato: una quota molto rilevante del cacao globale dipende da poche aree produttive, esposte a rischi climatici, fitosanitari, infrastrutturali e politici.

Nel 1973 nasce l’International Cocoa Organization, istituita nell’ambito degli accordi internazionali sul cacao, con l’obiettivo di favorire cooperazione, trasparenza e monitoraggio del settore. Oggi l’ICCO resta uno dei riferimenti principali per statistiche, prezzi giornalieri, produzione, macinazioni e scorte.

Come funziona la supply chain del cacao

Per comprendere l’andamento del prezzo del cacao bisogna prima capire la sua supply chain. Il cacao  prima di diventare cioccolato attraversa una filiera lunga, frammentata e soggetta a numerosi passaggi.

La filiera parte dai piccoli produttori agricoli, spesso organizzati in aziende familiari di dimensioni ridotte. Le fave vengono raccolte, fermentate, essiccate e poi vendute a cooperative, intermediari locali o licensed buying companies. Successivamente entrano nella rete degli esportatori, dei trader internazionali, dei trasformatori e dei produttori di cioccolato.

La trasformazione industriale è un passaggio decisivo. Le fave di cacao vengono lavorate per ottenere pasta di cacao, burro di cacao e cacao in polvere. Questi semilavorati sono poi utilizzati dall’industria alimentare, dolciaria, cosmetica e farmaceutica. Il prezzo finale del cioccolato dipende quindi anche dal costo dell’energia, del trasporto, del packaging, della manodopera, della trasformazione industriale e della distribuzione.

La filiera è anche molto concentrata. Pochi grandi Paesi producono la maggior parte del cacao, mentre la trasformazione e il consumo sono storicamente più forti in Europa e Nord America. Costa d’Avorio e Ghana restano centrali nella produzione mondiale, mentre Ecuador, Camerun e Nigeria hanno un ruolo importante nella diversificazione dell’offerta.

Questa concentrazione crea vulnerabilità. Se in Africa occidentale si verificano siccità, piogge eccessive, malattie delle piante, problemi logistici o tensioni sui prezzi interni, il mercato globale reagisce rapidamente. Il cacao è quindi una materia prima agricola, ma anche una commodity finanziaria: il suo prezzo incorpora aspettative sulla produzione futura, sulla domanda industriale e sulla disponibilità di scorte.

I fattori che influenzano il prezzo del cacao

Il prezzo cacao oggi dipende da molteplici elementi. È il risultato dell’interazione tra offerta, domanda, scorte, futures, cambi valutari, clima e regolazione.

Il primo fattore è l’offerta agricola. Il cacao è una coltura sensibile alle variazioni climatiche. Temperature elevate, siccità, piogge fuori stagione e malattie come il black pod o il cocoa swollen shoot virus possono ridurre la resa delle piantagioni. Negli ultimi anni, proprio la combinazione tra clima sfavorevole, malattie delle piante e piantagioni invecchiate ha contribuito alla forte tensione sui prezzi.

Il secondo fattore è la domanda industriale. Le macinazioni, cioè la quantità di fave trasformate in prodotti intermedi, sono un indicatore importante della domanda reale. Quando i produttori di cioccolato riducono gli acquisti o rallentano la trasformazione per effetto dei prezzi elevati, il mercato può raffreddarsi. Al contrario, una ripresa dei consumi o la necessità di ricostituire le scorte può sostenere le quotazioni.

Il terzo fattore è rappresentato dalle scorte. Quando le scorte disponibili sono basse, il mercato diventa più vulnerabile agli shock. In questo caso, anche una notizia climatica o un problema logistico può produrre movimenti importanti sui futures.

Il quarto fattore riguarda la finanza. Il cacao è scambiato sui mercati futures, in particolare a Londra e New York. I futures servono agli operatori industriali per coprirsi dal rischio di prezzo, ma sono utilizzati anche da fondi e investitori finanziari. Quando la liquidità si riduce o aumentano le posizioni speculative, la volatilità può diventare più accentuata.

Il quinto fattore è la regolazione. Le nuove regole europee sulla deforestazione, che riguardano anche cacao e derivati, stanno imponendo maggiore tracciabilità lungo la filiera. Questo può aumentare i costi di compliance, ma anche favorire una filiera più trasparente e sostenibile nel medio periodo.

Andamento del prezzo del cacao: dai picchi del 2024 alla fase di assestamento

Negli ultimi anni il prezzo del cacao ha vissuto una fase eccezionale. Dopo un lungo periodo di quotazioni relativamente contenute, il mercato ha registrato una forte impennata tra il 2023 e il 2024. Le cause principali sono state il calo della produzione in Africa occidentale, le condizioni climatiche sfavorevoli, la diffusione di malattie delle piante, l’invecchiamento delle coltivazioni e la riduzione delle scorte.

Il 2024 è stato l’anno della rottura degli equilibri. I futures del cacao hanno raggiunto livelli storici, con quotazioni superiori ai 9.000 sterline per tonnellata sul mercato di Londra e picchi molto elevati anche sul mercato di New York. Questa dinamica ha avuto effetti diretti su tutta la filiera: trasformatori, produttori di cioccolato, retailer e consumatori finali hanno dovuto fare i conti con costi più alti e maggiore incertezza.

Nel 2025 e nella prima parte del 2026 il mercato ha mostrato segnali di raffreddamento. Il prezzo è sceso rispetto ai massimi, anche grazie a una parziale ricostruzione dell’offerta e a una domanda industriale più prudente. Tuttavia, non si può parlare di ritorno alla normalità. Il cacao resta più caro rispetto ai livelli storici di lungo periodo e continua a essere esposto a shock climatici e logistici.

La stessa Barry Callebaut ha assunto una posizione prudente. Da un lato, il gruppo segnala la possibilità che El Niño torni a incidere sulla produzione; dall’altro, ritiene meno probabile una nuova impennata paragonabile a quella degli ultimi due anni. È una lettura equilibrata: il mercato appare meno teso rispetto al 2024, ma non abbastanza stabile da escludere nuovi rialzi.

Qual è il prezzo del cacao oggi?

Alla data del 4 giugno 2026, il prezzo del cacao si colloca intorno ai 4.000 dollari per tonnellata sui principali benchmark in dollari, mentre i futures su Londra risultano nell’area delle 3.000 sterline per tonnellata, a seconda del contratto e della fonte considerata.

È importante precisare che non esiste un unico “prezzo del cacao oggi”. Esistono diversi riferimenti:

  • il prezzo dei futures sul cacao a Londra, espresso in sterline per tonnellata;
  • il prezzo dei futures sul cacao a New York, espresso in dollari per tonnellata;
  • il prezzo giornaliero ICCO, che combina le quotazioni dei mercati di Londra e New York;
  • il prezzo fisico delle fave di cacao, che varia in base a origine, qualità, certificazioni, premi, costi logistici e condizioni contrattuali.

Il prezzo del cacao grezzo oggi si riferisce normalmente alle fave di cacao non trasformate. Anche in questo caso, però, il prezzo varia molto. Le quotazioni di Borsa sono un riferimento, ma il prezzo fisico può essere superiore o inferiore in base a diversi fattori: origine geografica, qualità della fermentazione, livello di umidità, certificazioni di sostenibilità, tracciabilità, premi nazionali, costi di trasporto e condizioni di consegna.

Per un operatore industriale, il prezzo del cacao grezzo non coincide semplicemente con il valore del futures. Bisogna considerare anche basis, premi, coperture valutarie, logistica e tempistiche di consegna. Per un articolo informativo rivolto al pubblico generale, tuttavia, i futures e il prezzo ICCO rappresentano i riferimenti più utili per comprendere la tendenza del mercato.

Quando calerà il prezzo del cacao?

Il cacao potrebbe scendere se si verificassero contemporaneamente alcune condizioni: raccolti migliori in Africa occidentale, incremento delle scorte, domanda industriale debole, minore pressione speculativa e assenza di eventi climatici estremi.

Tuttavia, il mercato resta esposto a rischi importanti. El Niño potrebbe alterare le precipitazioni e le temperature nelle aree produttive. I costi dei fertilizzanti e del carburante possono incidere sulla produzione e sulla logistica. Le regole di tracciabilità e sostenibilità possono aumentare i costi per alcune filiere. Inoltre, se la domanda premium restasse resiliente, il calo dei prezzi potrebbe essere più lento.

Per questo motivo, più che aspettarsi un crollo automatico, è più corretto parlare di possibile normalizzazione graduale. Il prezzo del cacao può calare, ma difficilmente tornerà rapidamente ai livelli precedenti alla crisi se la supply chain non recupererà stabilità.

Previsioni sul prezzo del cacao per il 2026

Le previsioni sul prezzo del cacao nel 2026 indicano uno scenario incerto. Alcuni modelli previsionali stimano una possibile discesa nei prossimi dodici mesi, sostenuta da una migliore disponibilità di offerta e da una domanda industriale meno aggressiva. Anche la Banca Mondiale, nelle sue analisi sulle commodity, ha indicato per il 2026 una possibile riduzione dei prezzi di caffè e cacao in presenza di condizioni di offerta più favorevoli.

Tuttavia, queste previsioni devono essere lette con prudenza. Il mercato del cacao è entrato in una fase in cui il clima pesa molto più di quanto accadesse in passato. Se El Niño dovesse ridurre i raccolti in Costa d’Avorio, Ghana, Camerun o Nigeria, la pressione rialzista potrebbe tornare rapidamente. Al contrario, se la produzione migliorasse e le scorte aumentassero, i prezzi potrebbero continuare a scendere.

Lo scenario più ragionevole per il 2026 è quindi quello di una volatilità ancora elevata, con prezzi inferiori ai picchi del 2024 ma non necessariamente bassi in termini storici. La traiettoria dipenderà da tre variabili: raccolti, domanda industriale e clima.

Perché il prezzo del cacao è importante anche per le imprese

L’andamento del prezzo ha effetti diretti su trasformatori, aziende alimentari, marchi del cioccolato, retailer e consumatori finali. Quando il prezzo della materia prima aumenta, le imprese devono decidere se assorbire i costi, ridurre i margini, modificare le ricette, diminuire i formati o aumentare i prezzi al consumo.

Per i grandi trasformatori, come Barry Callebaut, la volatilità impone strategie più selettive. Il focus sul segmento premium risponde anche a questa esigenza: in un mercato in cui la materia prima è costosa e instabile, i prodotti a maggiore valore aggiunto possono offrire margini più resilienti rispetto alle fasce più esposte alla sensibilità al prezzo.

Per le aziende più piccole, invece, il problema è spesso la capacità di pianificazione. Acquistare cacao o semilavorati in una fase di volatilità richiede coperture, relazioni solide con i fornitori, attenzione alla tracciabilità e capacità di trasferire valore al consumatore finale.

FAQ

Qual è il prezzo del cacao oggi?

Il prezzo del cacao oggi si colloca intorno ai 4.000 dollari per tonnellata sui principali benchmark in dollari, mentre i futures di Londra sono nell’area delle 3.000 sterline per tonnellata. Il dato va sempre aggiornato al momento della pubblicazione, perché le quotazioni cambiano quotidianamente.

Qual è il prezzo del cacao grezzo oggi?

Il prezzo del cacao grezzo, cioè delle fave di cacao, dipende dai futures internazionali ma anche da origine, qualità, premi, certificazioni, logistica e condizioni contrattuali. Per avere un riferimento generale si utilizzano i futures di Londra e New York e il prezzo giornaliero ICCO.

Qual è il prezzo attuale del cacao?

Il prezzo attuale del cacao varia in base alla fonte e al mercato considerato. I principali riferimenti sono il London Cocoa Futures, il New York Cocoa Futures e l’ICCO Daily Price. Per questo motivo, quando si parla di prezzo attuale del cacao è sempre opportuno indicare data, mercato e valuta.

Qual è il prezzo attuale del cacao in Borsa di Londra?

Il cacao alla Borsa di Londra è quotato su ICE Futures Europe in sterline per tonnellata metrica. Le rilevazioni più recenti collocano il prezzo intorno alle 3.000 sterline per tonnellata, in forte calo rispetto ai picchi superiori alle 9.000 sterline registrati nel 2024.

Quando calerà il prezzo del cacao?

Il prezzo del cacao potrebbe calare se l’offerta globale migliorerà, le scorte aumenteranno e la domanda industriale resterà debole. Tuttavia, El Niño, le malattie delle piante, i costi logistici e le tensioni geopolitiche possono frenare o invertire la discesa.

Quali sono le previsioni per il prezzo del cacao?

Le previsioni indicano una possibile normalizzazione rispetto ai massimi del 2024, ma non un ritorno automatico ai livelli pre-crisi. Il mercato resta esposto a forte volatilità.

Quali sono le previsioni per il prezzo del cacao nel 2026?

Per il 2026 lo scenario più probabile è una fase di prezzi più bassi rispetto ai massimi storici, ma ancora sensibili a clima, raccolti e domanda industriale. Se El Niño dovesse colpire duramente l’Africa occidentale, i prezzi potrebbero tornare a salire; se invece l’offerta migliorasse, la discesa potrebbe proseguire.