Torna alle news di Delta

L’Italia aerospaziale tra innovazione, export e Space Economy

«Io, un universo di atomi, un atomo nell'universo.» - Richard Feynman

Il legame tra l'infinitamente piccolo e l'infinitamente grande, contenuto nella citazione di apertura, non è solo una suggestione della fisica teorica, ma il paradigma ingegneristico della nuova Space Economy.

Se ieri l'Italia di Enrico Fermi ed Ettore Maiorana scindeva l'atomo e ridefiniva l'ordito della materia, oggi quella stessa attitudine alla precisione infinetisimale spinge l'industria aerospaziale italiana a posizionarsi egregiamente negli scenari dell'export globale del futuro.

"Aerospaziale" non significa solamente spedire vettori in orbita, ma esportare l'infrastruttura tecnologica, i sensori atomici e l'intelligenza computazionale che permetteranno all'umanità di navigare e abitare la mente umana e il cosmo.

L'Italia vanta infatti una peculiarità rara a livello mondiale: è uno dei pochi Paesi a possedere una filiera aerospaziale completa, "end-to-end".

Queso significa una capacità di export straordinaria, che va dai singoli componenti ai sistemi integrati ad altissimo valore aggiunto.

Da una parte le grandi aziende come Leonardo, Thales Alenia Space e Avio guidano i grandi programmi internazionali, fungendo da ancoraggio per l'intera catena di fornitura e da teste di ponte sui mercati esteri.

Dall'altra una galassia di piccole e medie imprese iper-specializzate (concentrate in distretti chiave tra Piemonte, Lombardia, Lazio, Puglia e Campania) che garantisce una flessibilità e una qualità manifatturiera che il mercato globale ci invidia.

Tornando alla nostra suggestione iniziale, la nuova corsa allo spazio richiede tecnologie che nascono proprio dal controllo dell'infinitamente piccolo e da molti percorsi di ricerca comuni alle ricerche sui sistemi intelligenti.

Verosimilmente,  nei prossimi decenni la sfida per l'export italiano si concentrerà  su tre direttrici:

- la crittografia quantistica e le comunicazioni satellitari: lItalia è leader nella fornitura di sensori ottici di precisione, orologi atomici per sistemi di navigazione e tecnologie quantistiche per la protezione dei dati. Sostenere e incentivare questi sistemi significherà potersi sedere al grande tavolo della connettività globale.

- l'esplorazione del cosmo: dalla progettazione dei moduli abitativi per la stazione orbitante "Lunar Gateway" fino ai sistemi di telecomunicazione e navigazione lunare (progetto ESA Moonlight), l'industria italiana sta investendo su una futura civiltà interplanetaria.

- l'osservazione dallo spazio come ausilio alla transizione ecologica: grazie a eccellenze come la costellazione radar "COSMO-SkyMed" e il contributo ai satelliti europei "Copernicus", l'Italia esporta in tutto il mondo dati ad altissima risoluzione fondamentali per il monitoraggio climatico, l'agricoltura di precisione e la gestione delle emergenze.

Tutto ciò, considerando che l'export aerospaziale italiano non è solo una voce attiva della bilancia commerciale, ma un potente strumento di "soft power".

Collaborando strettamente con la NASA, guidando segmenti cruciali dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e stringendo accordi commerciali emergenti in Medio Oriente e nella regione Asia-Pacifico, l'Italia potrebbe consolidare una sua rilevanza geopolitica nel mondo che verrà.

La sfida dell'industria aerospaziale italiana sui mercati esteri non si giocherà però sulla quantità, ma sulla leadership tecnologica e sulla capacità di fare sintesi. Padroneggiare l'infinitamente piccolo del software, dell'atomo e dei micro-componenti sarà l'unico modo per dominare e valorizzare l'infinitamente grande del mercato spaziale. L'Italia possiede le competenze, la storia e la filiera per rimanere, a pieno titolo, tra i grandi architetti del futuro cosmico dell'umanità: servirà la volontà politica di sostenere queste grandi ambizioni e di tenersi stretti i nostri migliori esploratori del futuro.

 

Testo del Dr. Giovanni Lippa Liberale