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Il Made in Italy: asset strategico nazionale nell’era delle minacce ibride

Il Made in Italy viene spesso narrato come un patrimonio legato ai marchi, alla creatività e alla reputazione, ed è certamente anche questo, ma oggi sarebbe riduttivo fermarsi qui. Il Made in Italy è, sempre più limpidamente, un’infrastruttura economica nazionale: un sistema composto da filiere produttive, conoscenze tecniche, relazioni commerciali, dati, logistica, subfornitura, reti distributive e presenza internazionale. E proprio per questo, i rischi che lo colpiscono sono sempre meno soltanto commerciali; sono rischi ibridi, cioè convergenti tra loro: il falso materiale che si intreccia con la vulnerabilità informatica, la dipendenza estera con la pressione geopolitica e la fragilità delle rotte. Difendere il Made in Italy, quindi, non significa solo proteggere un’etichetta, ma tutelare e presidiare un intero ecosistema.

La prima minaccia continua ad essere la contraffazione: il rapporto OECD-EUIPO del 2025 stima che nel 2021 il commercio mondiale dei beni contraffatti abbia rappresentato fino al 2,3% degli scambi globali, mentre nell’Unione Europea il peso dei falsi sarebbe arrivato fino al 4,7% delle importazioni. Nello stesso documento si mostra come i contraffattori sfruttino sempre maggiormente le piattaforme online e le piccole spedizioni nelle loro attività illecite: il 79% dei sequestri è relativo a pacchi con meno di dieci articoli. Questo non rappresenta un dettaglio sorvolabile ma evidenzia come il falso non passa più soltanto per grandi carichi facilmente identificabili, ma per una polverizzazione logistica che rende i controlli più complessi e più costosi.

Il quadro europeo conferma questa evoluzione: secondo il rapporto congiunto della Commissione Europea e dell’EUIPO sui sequestri del 2024, nell’UE sono stati sequestrati circa 112 milioni di articoli contraffatti, ma il punto più interessante in chiave d’intelligence economica è che dai dati europei si evince come le categorie più intercettate non sono solo prodotti finiti, ma anche materiali di packaging. Questo è il segnale di una contraffazione sempre più modulare e quindi difficile da identificare, in quanto vengono coinvolti snodi logistici, magazzini, società di comodo e canali distributivi apparentemente legittimi. Il rischio non riguarda soltanto l’importazione del bene illecito, ma la manipolazione dell’intera catena del valore.

La contraffazione incontra anche la criminalità economica organizzata: nel rapporto Europol-EUIPO del 2024 si evince come le reti criminali non si limitano a vendere merci false, ma utilizzano anche strategie per evitare controlli e aggirare le normative, generando effetti che vanno ben oltre il danno commerciale. Tra i fenomeni connessi rientrano il cybercrime, il riciclaggio e altri reati economici. Questo è indicativo del fatto che il Made in Italy non può più essere difeso solo con mezzi doganali o giudiziari: è ormai un tema di sicurezza economica.

La seconda dimensione della minaccia ibrida è quella cyber: il settore manifatturiero è diventato un bersaglio privilegiato. Il Manufacturing Snapshot del Verizon DBIR 2025 mostra che oltre il 90% delle organizzazioni colpite ha meno di mille dipendenti. È un dato particolarmente rilevante per l’Italia, dove una parte sostanziale del Made in Italy poggia proprio sulle PMI. La risposta normativa italiana si è articolata nel recepimento della direttiva NIS2, con il decreto legislativo n. 138/2024. Il punto è quindi che oggi un attacco informatico non ruba solo dati, ma è capace di colpire in modo duro la produzione, trasformando una vulnerabilità tecnica in un danno serio sia industriale che commerciale.

C’è poi un terzo fronte, forse meno visibile ma sicuramente altrettanto decisivo: la dipendenza di filiera. Il Made in Italy, seppur forte sul piano simbolico e commerciale, resta legato a forniture estere; in questa prospettiva, la vulnerabilità risiede nella possibile interruzione a monte o a valle delle importazioni, la quale potrebbe colpire produzioni che, solo in apparenza, sembrano autonome. E qui la pressione geopolitica diventa un fattore industriale: le crisi degli ultimi tempi hanno mostrato quanto eventi apparentemente distanti possano impattare su dinamiche industriali interne, influenzando tempi, costi e affidabilità.

Il punto, quindi, è che il Made in Italy non è minacciato da un solo nemico identificabile, ma da una convergenza di criticità; per questo la risposta non può limitarsi ad essere settoriale, ma serve una difesa congiunta che lo tuteli dalle minacce ibride che possono colpirlo da vari fronti. Perché, in questa prospettiva, la protezione del Made in Italy coincide sempre più con la protezione dell’interesse strategico nazionale.

Bibliografia e Riferimenti

Decreto legislativo 4 settembre 2024, n. 138. Recepimento della direttiva (UE) 2022/2555, relativa a misure per un livello comune elevato di cibersicurezza nell’Unione, recante modifica del regolamento (UE) n. 910/2014 e della direttiva (UE) 2018/1972 e che abroga la direttiva (UE) 2016/1148. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale, n. 230 (1 ottobre 2024).

EU Enforcement of Intellectual Property Rights: Results at the EU Border and in the EU Internal Market 2024. 2025.

European Parliament and Council of the European Union. Directive (EU) 2022/2555 of the European Parliament and of the Council of 14 December 2022 on Measures for a High Common Level of Cybersecurity across the Union, Amending Regulation (EU) No 910/2014 and Directive (EU) 2018/1972, and Repealing Directive (EU) 2016/1148 (NIS 2 Directive). Official Journal of the European Union L 333 (December 27, 2022): 80–152.

Europol, and European Union Intellectual Property Office. Uncovering the Ecosystem of Intellectual Property Crime: A Focus on Enablers. 2024.

Istituto Nazionale di Statistica. Rapporto sulla competitività dei settori produttivi – Edizione 2025: Posizionamento internazionale e vulnerabilità del sistema produttivo italiano davanti alle nuove sfide dei mercati globali. Roma: Istat, 2025.

Organisation for Economic Co-operation and Development, and European Union Intellectual Property Office. Mapping Global Trade in Fakes 2025: Global Trends and Enforcement Challenges. Paris: OECD Publishing, 2025.

Verizon. 2025 Data Breach Investigations Report: Manufacturing Snapshot. 2025.

Contributo di Fabrizio Guacci, analista geopolitico e presidente del Centro Analisi e Studi Italus