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Caffè, l’Italia leader in Europa: oltre 424mila tonnellate prodotte e un mercato da 5,9 miliardi di euro

Il settore italiano del caffè conferma la propria centralità nell’economia nazionale e sui mercati internazionali. Con circa mille torrefazioni attive e consumi che superano le 287mila tonnellate annue, l’Italia si distingue per capacità produttiva, tradizione e vocazione all’export.

Il caffè continua a rappresentare uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy e un comparto industriale di primaria importanza. Secondo i dati relativi al 2025, la produzione italiana di caffè tostato e solubile ha raggiunto 424.168 tonnellate, confermando il Paese come primo produttore di caffè tostato nell’Unione europea.

Un primato sostenuto da una filiera articolata, che conta circa 1.000 torrefazioni distribuite sul territorio nazionale, capaci di generare complessivamente un fatturato di 5,9 miliardi di euro. Numeri che testimoniano la solidità di un settore nel quale tradizione artigianale, competenze industriali e capacità di innovazione convivono, contribuendo alla competitività delle imprese italiane.

I consumi: quasi cinque chilogrammi di caffè per abitante

Il legame tra gli italiani e il caffè trova conferma anche nei dati sui consumi. Nel 2025 il consumo complessivo nazionale si attesta a 287.143 tonnellate, equivalenti a circa 4,9 chilogrammi per persona all’anno.

Tradotto in abitudini quotidiane, questo quantitativo corrisponde a circa 812 tazzine di espresso per abitante ogni anno, oltre due al giorno.

Nonostante il valore culturale attribuito al rito del caffè al bar, è soprattutto l'ambiente domestico a guidare i consumi. Secondo i dati riportati, il 79% delle tazzine viene consumato in casa, mentre il restante 21% riguarda bar, caffetterie e altri esercizi del canale Ho.Re.Ca.

Anche le preferenze di acquisto raccontano un mercato in evoluzione: il caffè macinato rappresenta ancora la quota principale delle vendite domestiche, con il 64%, seguito da cialde e capsule al 24%, caffè solubile all’8% e caffè in grani al 4%.

La crescente diffusione dei sistemi monodose testimonia una trasformazione delle modalità di consumo, sempre più orientate alla praticità e alla rapidità di preparazione, pur mantenendo una forte attenzione alla qualità del prodotto.

Importazioni ed esportazioni: una filiera dal respiro internazionale

La leadership produttiva italiana si fonda su una filiera strettamente connessa ai mercati globali. L’Italia importa infatti 641.234 tonnellate di caffè verde, materia prima destinata alla successiva lavorazione e torrefazione.

Tra i principali Paesi fornitori figurano Brasile e Vietnam, che insieme rappresentano il 54% dei volumi importati e il 54% del valore complessivo delle importazioni. La composizione del caffè verde acquistato dall’estero vede una prevalenza della varietà Arabica, pari a circa due terzi del totale, mentre la Robusta rappresenta il restante terzo.

Sul fronte delle esportazioni, il caffè tostato italiano raggiunge 279.290 tonnellate, confermando la capacità delle imprese nazionali di presidiare i mercati internazionali. Tra le principali destinazioni figurano Germania, Francia, Polonia, Stati Uniti e Regno Unito.

Il dato evidenzia tuttavia una dinamica articolata: le esportazioni di caffè tostato registrano una contrazione del 4,2% in volume, a fronte di un incremento del 23,3% in valore. Un andamento che segnala una significativa crescita del valore delle vendite estere, da leggere anche alla luce delle oscillazioni dei prezzi internazionali della materia prima.

Più contenute le esportazioni di caffè solubile, pari a 4.550 tonnellate, con una flessione dell’1,6% in volume e un aumento del 2,5% in valore.

Un settore strategico tra competitività e nuove sfide

Il mercato italiano del caffè si inserisce in un contesto globale caratterizzato da dimensioni considerevoli: la produzione mondiale raggiunge circa 179 milioni di sacchi, a testimonianza della rilevanza economica e commerciale della filiera.

In questo scenario, il settore nazionale deve confrontarsi con sfide sempre più complesse, dalla volatilità dei prezzi delle materie prime agli effetti del cambiamento climatico sulle coltivazioni, fino alle nuove esigenze di sostenibilità e tracciabilità.

La capacità di mantenere elevati standard qualitativi, investire nell’innovazione dei processi produttivi e rafforzare il posizionamento sui mercati esteri sarà determinante per consolidare il primato italiano.

Con una produzione superiore alle 424mila tonnellate e un fatturato di 5,9 miliardi di euro, il caffè si conferma dunque non soltanto un elemento identitario della cultura italiana, ma una componente significativa dell’industria agroalimentare nazionale e della sua proiezione internazionale.