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Business Intelligence e Guerra ibrida: la PMI come sistema autopoietico

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N.B. Premetto che non sono un economista ma un sociologo e che in questo mio contributo applicherò i risultati delle mie ricerche sociologiche.

Oggi il concetto di guerra è profondamente cambiato. La guerra economica, normativa e cognitiva sta diventando prevalente. Per una PMI questo significa un cambio di paradigma ontologico. Seguendo la visione classica, la PMI è un attore economico che compra materie prime e vende prodotti. Con la “visione profonda” da me proposta, possiamo invece affermare che la PMI è un sistema autopoietico che vuole diventare artificialmente intelligente in modo incarnato (intelligenza artificiale incarnata) e che lotta per mantenere la propria omeostasi (stabilità, sopravvivenza) in un ambiente ostile. Le materie prime non sono “merce”, bensì il nutrimento metabolico del sistema. Senza caffè o litio, il processo generativo (sia biologico che industriale) si arresta. La carenza di materie prime è una “perturbazione letale” che minaccia l’autopoiesi dell’impresa.

In Italia, la protezione degli “Interessi politici, militari, economici e industriali” (Art. 1 L. 124/2007) è compito della Repubblica. Ma in una guerra asimmetrica, la PMI è in prima linea. Non può aspettare che lo Stato la protegga e deve sviluppare una propria intelligence economica.

Applicando la distinzione da me proposta tra “generativismo Incarnato” e “sintetico”, dobbiamo analizzare le materie prime in modo differenziato. Relativamente al settore Agrifood, per esempio, prendendo in considerazione la chimica della dopamina, le materie prime non sono semplici commodity. Parlano direttamente all’hardware biologico (Hardware B) dell’Homo Cognitivus Incarnatus, che è Homo biologicus, da me teorizzato. Caffè e cacao infatti hanno anche valore neurobiologico, in quanto sono precursori o stimolatori della dopamina e della gratificazione. Una loro carenza non è solo un problema economico, ma genera stress sociale e astinenza collettiva. Ciò implica una minaccia cognitiva e, di conseguenza sociale.

Una nuova business intelligence

In termini di “Cognitive Warfare” e disinformazione, per esempio, nel settore agrifood la speculazione finanziaria (che opera sulla forma del prezzo) spesso si sgancia dalla realtà del raccolto (sostanza). Per la PMI, la BI (Business Intelligence) deve monitorare non solo i prezzi, ma le narrazioni emotive (disinformazione climatica, panic buying) che possono alterare improvvisamente la domanda o l’offerta, creando quelle “epidemie percettive” (Sindrome del Poltergeist) che svuotano gli scaffali. È in questo senso che, da sociologo, parlo di “Nuova BI”, o di “BI del Profondo”.

La BI “classica” non basta più. Nelle aziende tradizionali, la BI è l'insieme di software e procedure per analizzare i dati passati e presenti dell’azienda (quanto abbiamo venduto ieri? Qual è il costo attuale del caffè? Quanta merce c’è in magazzino?). Come direbbe Marshall McLuhan, è uno specchietto retrovisore. Guarda ai numeri “freddi” (fatture, bilanci, logistica) e li trasforma in grafici per il management. È utile per l’amministrazione, ma cieca di fronte alla guerra ibrida. La “BI del Profondo” (quella che serve per la sicurezza produttiva), o “Nuova BI”, recupera il significato originario e militare della parola “intelligence”. Diventa l’organo sensoriale dell’impresa (intesa come sistema autopoietico) che scruta l’ambiente esterno per intercettare minacce e opportunità prima che diventino numeri di bilancio.

Quando dico che la BI del “Profondo” deve monitorare le “narrazioni emotive”, intendo dire che il mercato è fatto di cervelli umani (Wetware) e che i prezzi delle materie prime non si muovono solo per domanda e offerta razionali. Si muovono invece soprattutto per paura (cortisolo) e avidità (dopamina). La narrazione crea la realtà. Se sui social media o sui forum specializzati inizia a circolare una “storia” (vera o falsa, disinformazione o Cognitive Warfare) che dice “ci sarà carenza di cacao quest’anno”, i trader e i consumatori reagiscono emotivamente prima che manchi davvero il cacao. Si scatena il panic buying, i prezzi schizzano. la “Nuova BI” non deve solo dirmi “Il prezzo è salito del 5%”, deve dirmi “Attenzione, l’analisi intensionale dei media (sociologia del profondo e analisi sociologica integrativa profonda da me proposta) mostra un picco di parole legate alla ‘paura della carenza’ e alla ‘speculazione’ nei mercati asiatici. C’è un’emozione collettiva in formazione che colpirà la nostra catena di approvvigionamento tra due settimane”.

In sintesi, la “Nuova BI” è l’applicazione del “generativismo sintetico” (AI, LLM, analisi dei Big Data) per decodificare lo stato emotivo e cognitivo degli attori globali (fornitori, mercati, governi) e proteggere la “vita” biologica della PMI, pensata come sistema autopoietico (il sistema è la differenza tra il sistema e l’ambiente). È passare dal contare i fagioli a prevedere la tempesta.

Business Intelligence per la sicurezza produttiva delle PMI

Come trasformiamo questa teoria (BI del Profondo) in operatività per la sicurezza produttiva delle PMI? Possiamo farlo riscrivendo la BI secondo i tre livelli della Data Science (modellazione concettuale, modellazione logica, modellazione fisica), in chiave di “Cultura della Sicurezza” e di Scienza/e cognitiva/e. La modellazione concettuale riguarda l’ontologia del rischio. La BI tradizionale modella “Fornitori” e “Ordini”. La “BI del Profondo” modella “nodi di rischio asimmetrico”. Ogni fornitore di materia prima critica non è valutato solo per il prezzo, ma per il suo “Indice di esposizione alla guerra ibrida”. L’intelligence è un metodo per prendere decisioni. La “Nuova BI” deve mappare le relazioni occulte: quel fornitore di cacao è legato a milizie locali? Quel fornitore di chip dipende da una miniera in una zona di conflitto cognitivo? L’azione consiste nel definire l’entità “materia prima” includendo attributi come “impatto dopaminergico” (per l’agrifood) o “criticità geopolitica” (per i minerali) o “rischio cognitivo” (per le filiere) ecc.

La modellazione logica riguarda i vettori di minaccia. La logica consiste nell’utilizzare gli LLM (generativismo sintetico) per scansionare continuamente l’infosfera (news, report, social in lingua locale dei paesi produttori) alla ricerca di “segnali deboli” di instabilità cognitiva e sociale. Relativamente all’antagonismo sociale, calcoliamo matematicamente l’antagonismo nei paesi di approvvigionamento. Se in un paese produttore di caffè sale il livello di scontro sociale (misurato tramite analisi intensionale del web), la “Nuova BI” deve lanciare un allarme prima che il porto venga bloccato. Per le previsioni, non proiettiamo il passato sul futuro (serie storiche), ma simuliamo scenari di transizione di fase (es. blocco improvviso delle esportazioni), in base alla mia teoria della società intesa come transizione di fasi. la modellazione fisica riguarda l’interfaccia reale. Qui uniamo l’Internet of Things (IoT) artificialmente intelligente all’Intelligence umana (HUMINT).

Per un nuovo sistema immunitario cognitivo

La PMI deve creare reti fisiche di fiducia e le università devono formare figure professionali nuove e specifiche (per esempio assistenti sociali specialisti analisti cognitivi). La “modellazione fisica” significa avere occhi professionalizzati sul campo (agenti, partner locali, assistenti sociali specialisti analisti cognitivi ecc.) che verificano la sostanza (la merce c’è davvero?) contro la forma (i documenti digitali dicono che c’è). In un mondo di guerra cognitiva e ibrida, la “Nuova BI” deve essere un “Sistema immunitario cognitivo”.

Per la PMI sistema autopoietico, “comprendere le catene del valore” significa riconoscere che le materie prime sono vettori di potere, non solo costi, significa capire che la sicurezza produttiva dipende dalla capacità di anticipare le perturbazioni-irritazioni che possono provocare razioni della PMI (la logica è quella del Sistema immunitario cognitivo). Nella prospettiva del generativismo incarnato, l’imprenditore deve usare la BI (sintetica) per informare la sua intuizione (incarnata) e prendere decisioni vitali per l’autopoiesi (operazioni e processi) della sua azienda. Solo così la PMI smette di essere una vittima passiva delle fluttuazioni globali e diventa un attore resiliente nel nuovo scenario asimmetrico.

Articolo di Francesco Paolo Pinello