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Andy Burnham forma il nuovo governo: ecco chi guiderà il Regno Unito

Andy Burnham ha scelto l’equipe con cui intende inaugurare il nuovo corso del Regno Unito. A meno di ventiquattro ore dal suo insediamento a Downing Street, il nuovo primo ministro ha annunciato i principali componenti del governo, premiando alcuni dei suoi alleati più fidati e affidando incarichi di rilievo a figure di lunga esperienza del Partito Laburista.

Burnham è diventato ufficialmente primo ministro il 20 luglio, dopo essere tornato alla Camera dei Comuni con un’elezione suppletiva nel giugno 2026 e aver conquistato in piche settimane la leadership del Labour. Ex sindaco della Greater Manchester, è conosciuto per la sua attenzione a temi come la devolution, il welfare e le disuguaglianze territoriali. Nel suo primo discorso davanti al numero 10 di Downing Street ha promesso un “nuovo modello politico ed economico”, con interventi immediati sul costo della vita, sul sostegno alle persone senza fissa dimora e sul rilancio dell’industria britannica.

Le nuove nomine del governo Burnham

La nomina che ha sorpreso maggiormente gli osservatori è quella di John Healy a Cancelliere dello Scacchiere. Fino a poche settimane fa Healy ricopriva l’incarico di Ministro della Difesa, dal quale si era dimesso criticando l’insufficienza delle risorse destinate alle forze armate in un momento di crescenti minacce alla sicurezza internazionale. Parlamentare laburista di lungo corso, aveva già maturato una significativa esperienza al Tesoro durante i governi di Tony Blair e Gordon Brown. La sua scelta viene interpretata come il segnale della volontà di Burnham di mantenere rigore nei conti pubblici, senza rinunciare agli investimenti necessari per sostenere crescita economica e reindustrializzazione.

Agli Esteri invece arriva Ed Miliband, ex leader del Partito Laburista tra il 2010 e il 2015. Nell’esecutivo guidato da Starmer era ministro per la Sicurezza energetica e la transizione ecologica, mentre in passato aveva già ricoperto l’incarico di ministro dell’Energia e dei Cambiamenti climatici. Burnham gli affida ora la guida della diplomazia britannica in una fase complessa, segnata dalla guerra in Ucraina, dalle tensioni in Medio Oriente e dalla necessità di ridefinire i rapporti con gli alleati internazionali.

Le conferme politiche

Tra le poche conferme figura Shabana Mahmood, che resta ministro dell’Interno. Avvocata e deputata di Birmingham Ladywood, continuerà a occuparsi di sicurezza interna, immigrazione, controllo delle frontiere e servizi di intelligence. La sua permanenza al Ministero dell’Interno è stata interpretata come un segnale di continuità su uno dei dossier più delicati del governo britannico.

Un ruolo centrale sarà affidato anche a Louise Haigh, nominata First Secretary of State, ministra del Cabinet Office e cancelliera del Ducato di Lancaster. Dopo le dimissioni dal governo nel 2024, Haigh torna nell’esecutivo assumendo il compito di coordinar l’attività dei ministeri e di affiancare direttamente il primo ministro. Considerata una delle collaboratrici più vicine a Burnham durante la corsa alla leadership del Labour, rappresenta uno dei punti di riferimento della nuova squadra di governo.

Il nuovo esecutivo comprende anche altri volti di primo piano, tra cui Yvette Cooper alla Sanità, Wes Streeting alla Difesa, Jonathan Reynolds alle Imprese e Angela Rayner all’Edilizia e Politiche abitative. Questa composizione offre già alcune indicazioni sulle priorità del governo Burnham: maggiore attenzione alla coesione sociale, rilancio economico e una politica estera chiamata a confrontarsi con uno scenario internazionale sempre più instabile. Ora la parola passa all’azione di governo, che nei prossimi mesi sarà chiamata a trasformare gli annunci in provvedimenti concreti.