Il rapido mutamento degli scenari geopolitici
L’attuale periodo storico in cui le aziende si collocano nello svolgimento della loro attività è caratterizzato da una marcata accelerazione degli eventi e dalla presenza di scenari operativi complessi: i rapidi mutamenti geopolitici, la presenza di conflitti in atto e l’apertura di nuovi teatri di guerra, l’utilizzo massivo della minaccia asimmetrica come forma di pressione e arma di costrizione, l’introduzione nel mercato di tecnologie disruptive, la sempre maggiore
interconnessione delle catene di fornitura a livello globale, sono fattori che impongono necessariamente una riflessione sugli strumenti a disposizione delle organizzazioni per la difesa del patrimonio (materiale e immateriale) e per lo sviluppo degli investimenti.
La Business Intelligence: una definizione
Il termine Business Intelligence (BI) – il cui utilizzo è attestato per la prima volta verso la fine degli anni ‘80 ed è oggi declinato in moltissime accezioni – può essere definito come l’insieme di processi e software utilizzati per raccogliere, analizzare e disseminare i dati, al fine di migliorare il processo decisionale (Davenport, 2006). L’ambito dell’intelligence economica, dunque, può estendersi fino a ricomprendere nel medesimo tempo i processi e le tecnologie utilizzati dalle aziende nell’ambito del decision-making, diventando pertanto un prodotto fondamentale per imprenditori, amministratori delegati, consiglieri e top manager a supporto dell’adozione di scelte consapevoli e lungimiranti.
La Business Intelligence come fattore abilitante nelle scelte strategiche
Spesso, all’interno delle aziende, è possibile rinvenire una molteplicità di dati non valorizzati, oppure raccolti e analizzati solamente in una mera ottica dipartimentale. L’informazione, tuttavia, rappresenta una parte essenziale degli asset aziendali, poiché è tipicamente diffusa in tutti gli aspetti del business (Davenport, 1993) – si discute, infatti, di patrimonio informativo come un insieme di risorse che promettono benefici economici futuri (Stenson, 2006).
Tra le informazioni più rilevanti, è possibile elencare quelle relative a:
• Clienti
• Competitor
• Prodotti e servizi
• Business processes
• Management
• Risorse umane
• Fornitori
• Accountability
• Conoscenza specialistica (know-how)
La Business Intelligence si pone come quella funzione aziendale che si occupa di raccogliere, analizzare e utilizzare i dati dell’organizzazione – patrimonio immateriale già esistente ma non sfruttato o sottovalutato – trasformandoli in conoscenza ad uso del decisore finale che dovrebbe sentirsi supportato, in qualità di figura chiave, nella valutazione delle opzioni disponibili, degli obiettivi, delle scelte effettuate, delle motivazioni, delle conseguenze, dei rischi associati alle decisioni organizzative e alle persone coinvolte in ciascun processo decisionale (Caia, 2014). Il
valore dell’informazione, infatti, risiede nell’abilitare le attività aziendali nel complesso, consentendo loro di cooperare insieme (Stenson, 2006).
Cogliere le opportunità oltre le minacce in un mondo in cambiamento
Ma c’è dell’altro. L’analisi dei dati storici e attuali consente di acquisire, nel tempo, una sempre maggiore capacità previsionale che può anche essere potenziata attraverso l’utilizzo di framework di Artificial Intelligence driven Business Intelligence (AI-BI), i cui recenti studi indicano come infrastruttura strategica determinante nella trasformazione aziendale, nell’ottimizzazione delle risorse e nel raggiungimento degli obiettivi di performance (Dhanekula, 2025).
È fondamentale, oggi, integrare la Business Intelligence anche con analisi di Intelligence Geoeconomica e, in particolare, di Competitive Intelligence (CI), pertanto tramite l’acquisizione, l’analisi e la disseminazione di informazioni esterne all’azienda che consentano di mantenere o raggiungere una posizione di vantaggio negli spazi economici (Csurgai, 1998).
In un mondo che cambia ad una velocità più elevata rispetto a quella dei tempi e dei processi aziendali, saper cogliere le opportunità può rivelarsi una discriminante tra il successo e la mera sopravvivenza o la cessazione dell’attività d’impresa. L’Intelligence, con la sua caratteristica intrinseca di saper “leggere tra”, rappresenta lo strumento decisivo che consente di scorgere le possibilità di crescita anche nei momenti di crisi, proteggendo dalle minacce e contribuendo attivamente ad una gestione consapevole dei rischi.
Articolo della Dott.ssa Alessia Livan