L’anno 2026 si apre con una svolta determinante per la disciplina del Golden Power 2026, frutto delle tensioni emerse nel settore bancario durante l’anno precedente e della successiva procedura d’infrazione avviata dall’Unione Europea. Con l’entrata in vigore della Legge 4/2026, il quadro normativo dei poteri speciali dello Stato subisce modifiche sostanziali, nate dall’esigenza di bilanciare la tutela degli interessi nazionali con i principi europei di libera circolazione dei capitali.
La nuova configurazione normativa si focalizza principalmente sul comparto finanziario, articolandosi su tre direttrici strategiche:
• Principio di Residualità: viene formalmente cristallizzato il carattere sussidiario del Golden Power rispetto alle regolamentazioni europee di settore (concorrenziale e bancaria), confermandolo come strumento di ultima istanza.
• Coordinamento Procedurale: si introduce un meccanismo di sincronizzazione tra le autorizzazioni tecniche europee e il potere politico nazionale. Il Governo potrà intervenire solo a valle delle verifiche prudenziali della BCE e della Commissione UE, determinando tuttavia un potenziale allungamento dei tempi per le operazioni di acquisizione e le scalate bancarie (OPA).
• Sicurezza Economica: per la prima volta, la sicurezza economica — inclusa la tutela del risparmio — viene ufficialmente riconosciuta come una declinazione della sicurezza nazionale, legittimando l’intervento governativo a presidio della stabilità del sistema Paese.
La pillola di Delta View è curata all’Avv. Luca Picotti, esperto di diritto commerciale e golden power, autore del libro Egea “Linee invisibili: Geografie del potere tra confini e mercati”